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Viticoltura Gran Canaria

VITICOLTURA GRAN CANARIA

Storia del vino a Gran Canaria

La viticoltura ha rappresentato la coltivazione principale di Gran Canaria durante i secoli 16º-18º. Dal porto di Las Isletas, si esportavano i celebri vini isolani in tutto il nuovo mondo, l’Africa e l’Europa. Dai confini del Real di Las Palmas. La coltivazione dell’uva si estendeva attraverso Barranco Seco e Tafira, sino alle colline di Bandama.

Alla fine del secolo scorso, nel municipio di Las palmas di Gran Canaria, la coltivazione della vite torna a resuscitare dal letargo degli anni. Vini centenari e nuovi vini danno nuovo spolvero alla antica tradizione con vini rossi, vini bianchi, e vini semi dolci, dal bouchet fruttato e dalle note vulcaniche, che sanno regalare una gamma di sapori e di freschi aromi unici al palato. Forme di colore che avvolgono il visitatore, sensazioni che evocano un passato spettacolare: la vegetazione dei vigneti, il terreno scuro di origine vulcanica, il cielo blu e il mare.

Il consiglio regolatore

La denominazione di origine Gran Canaria è relativamente recente, su approvazione datata 1 Feb.1999, e riconoscimento di denominazione di origine a partire dal 12 mag.2000 carattere definitivo BOC numero 59/2000.

Alcuni anni prima a partire dalla decade degli anni 90 incominciarono i primi passi verso il recupero della coltivazione della vite che, sebbene non fosse stata abbandonata del tutto non era regolamentata, né esisteva il controllo sopra ai tipi di varietà, alle viti e neppure sopra la produzione del vino.

Alcuni viticoltori, tra questi spicca Domingo Hernandez fecero i primi passi incamminandosi verso l’organizzazione del settore. Si fecero una serie di riunioni rivolte alla creazione di quello che attualmente è definito come il Consiglio Regolatore.

casa-del-vino

All’interno della divisione amministrativa insulare, la denominazione di origine Gran Canaria accoglie la quasi totalità del territorio dell’isola Gran Canaria, essendo presente in ognuno dei suoi 21 municipi, il che dà un’idea della complessità in quanto a microclimi, altitudine e differenti comportamenti di vita in ciascuna zona.

Gli sforzi vanno nella direzione di raggiungere i risultati desiderati per questo tipo di impresa.

I viticoltori iscritti sono attualmente 190 e le botteghe produttrici 32, delle quali 18 sono imbottigliatori. La superficie di vigneti iscritti al consiglio è prossima ai 200ha, essendo uno dei fattori di maggior crescita che si osserva, così come l’adattamento alla coltivazione nei filari e l’irrigazione a goccia, il che significa importanti fattori in avanti per il futuro.

Le viti esistenti sono in corso di sostituzione con coltivazioni nei tralicci a braccetto (spalliera), con i grappoli ordinati in filiere e separati dal suolo. Per i vigneti della denominazione di origine GranCanaria siamo in grado di dire che la proporzione in quanto a sistema di conduzione si riferisce a: 55% in filari nuove piantagioni, 35% di quelle esistenti e 10% vigneti al suolo.

Questo miglioramento e il recupero progressivo di molti coltivi abbandonati, unito all’apporto di tecnologie avanzate, ha consentito il raggiungimento di un evidente miglioramento nei vini come di quelli commercializzati.

I vini di Gran Canaria

Nell’ambito geografico della isola esiste una varietà di vini molto diversa, in base alle differenti condizioni climatiche ed orografiche.

La d.o.p. Gran Canaria deriva dalla fusione della d.o. Monte Lentiscal (zona vinicola di Tafira) con la d.o. Gran Canaria (tutte le altre zone vinicole). Le vigne si coltivano nei fondivalle e sui pendii ricoperti di resti vulcanici che trattengono l’umidità.

Si possono distinguere vini della zona bassa e di quell’alta, annoverando nella prima alcuni vini rossi dotati di un elevato grado di tannino e ben strutturati, con i momenti di maggior splendore durante i primi mesi della vita. I bianchi della zona sono generalmente di qualità, con un odore alla narice di frutta matura, quasi sempre mescolata intimamente con leggere tonalità dolciastre, dovuto all’esistenza di molte vite della varietà di moscato.

I vini della zona alta si comportano in generale in maniera molto diversa, trovandosi dei rossi molto più bassi per quanto concerne il tannino, sia per quanto riguarda il comportamento nei primi momenti della vita, cambiando nel tempo e raggiungendo il massimo splendore nei mesi prossimi alla conclusione del primo anno di vita.

Gli aromi che generalmente si trovano in questa varietà, sono più correlati con l’uva in sé, con la frutta rossa e con sfumature vegetali, manifestando anche un pò più di acidità in bocca durante la degustazione, dovuto soprattutto all’altitudine cui si trovano questi vigneti. I bianchi sono normalmente più freschi e vivaci in quanto ad attività, manifestando i propri toni floreali mescolati con frutta verde e conferendo un buon equilibrio in bocca. Questo ventaglio di sapori e aromi si ottiene partendo dalle varietà di uva presenti nelle distinte coltivazioni, essendo la diversità dei tipi esistenti, quello che consente che dalla costa fino alle cime montuose s’incontrino terreni dedicati a vigneto.

Varietà preferenziali

Neri: Negra Común o Listán Negro, Negramoll, Tintilla y Malvasía.

Bianchi: Malvasía, Albillo y MoscatelGual, Vijariego, Pedro Ximénez, Marmajuelo o Bermejuela, Breval.

Varietà autorizzate:

Neri: Moscatel Negra.

Bianchi: Listán Blanco, Burrablanca y Torrontés.

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